Tra storie del passato e nuove interpretazioni
Sono comparsi negli ultimi anni in ogni parte del mondo, a cominciare dall’Inghilterra. Sono di una perfezione e di una bellezza sorprendente e si rifanno spesso a simboli e forme derivanti dalle antiche civiltà. Sono i cerchi nel grano, o crop circles, che da alcuni anni stanno apparendo in maniera sempre più frequente anche nelle nostre zone. C’è chi sostiene che siano opera di burloni che con una semplice corda e dei bastoni li realizzerebbero di notte, indisturbati, senza punti di riferimento, mentre c’è chi pensa che provengano da un’intelligenza più elevata, capace di vedere le cose dall’alto e in possesso di una tecnologia superiore.

Una visuale dall'alto del cerchio nel grano apparso a Porino. Foto di Michael Coarezza
Lo scorso mese ne è apparso uno nei pressi di Cascina Ravetta a Poirino, vicino all’Agrigelateria San Pè, che ha raccolto centinaia di curiosi e appassionati, tanto che qualche settimana fa è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare che diventasse, alla maniera di Totò, un business per qualcuno. C’è chi addirittura ha ipotizzato che si fossero messi d’accordo quelli dell’Agrigelateria e il proprietario del campo per farsi pubblicità. Fatto sta che quello apparso a Poirino, in una zona ad alta concentrazione energetica, dal passato ricco di aneddoti e storie, in cui si intersecano quattro punti cardinali, è uno de più belli e grandi tra quelli comparsi in Italia, dell’ampiezza di circa 150 per 150 mt.

Foto di Marianna Maniaci
Su un sito di studiosi inglesi è comparsa una prima interpretazione sulla raffigurazione del disegno. Il “fiore” sarebbe in realtà la rappresentazione del calendario lunare dei prossimi mesi, durante i quali sono previste anche due eclissi. Mentre i cerchi al centro di ogni “petalo” rappresenterebbero il sole, quelli più piccoli le stelle.

Foto di Marianna Maniaci
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